Arte e politica? (I) Le terribili sorelle


Firma questo articolo Marinella Venegoni, critica musicale (bravissima) de La Stampa, nel lontano '94. Un modo di riflettere di politica in un ambito inusuale, quello artistico, attraverso il pensiero di due grandi artiste.




Il 'divorzio' politico delle sorelle terribili Loredana fan del 'Che' e Mia Martini svolta a destra: 'Dalla sinistra solo fregature' Ma la Berte' si presenta al Festival con gli orecchini a falce e martello



MILANO. Non si sono parlate per anni. Si sono riappacificate dopo che LOREDANA BERTE' aveva tentato il suicidio per il fedifrago Borg: i rotocalchi immortalarono l'abbraccio affettuoso di Mia Martini alla sorella infelice sul letto d'ospedale. Abbraccio che chiudeva anni di rapporti burrascosi o, peggio, inesistenti: la pace fu siglata da una partecipazione comune al Festival di Sanremo, l'anno scorso, e nuovamente scoppio' la burrasca. Banali rivalita' artistiche, forse. Cantarono insieme sul palco dell'Ariston, le sorelle, ma senza guardarsi mai in faccia. Poi Mia Martini e LOREDANA BERTE' sono tornate a parlarsi ma hanno opportunamente separato le loro strade musicali. La contrapposizione si trascina inevitabile e sfuma ora sulla politica: LOREDANA sta diventando sempre piu' rossa, mentre Mimì ha abbandonato di brutto l'antica fede, e sta trascolorando dal nero al verde, nell'attesa che le alleanze preelettorali si chiariscano definitivamente. Come si sa, l'ancor procace LOREDANA si prepara a tornare al Festival ed ha scritto per l'occasione un testo autobiografico in cui ribadisce la propria nota, recente passione per la sinistra estrema e piu' romantica. Dicono le parole: "Con la foto di Guevara / Vado a letto la mattina... / Sparo in cuffia regolare / Solo L'internazionale / Per sognare sul finale...". Sembra che, per cantare sul palco della manifestazione tv piu' seguita, si sia persino fatta fare un paio di orecchini d'oro con la falce e il martello. Glieli lasceranno mettere o verranno considerati propaganda elettorale? Mia Martini, in partenza per un tour jazz negli Usa, proprio durante il mese del Festival che l'ha respinta, ha invece cambiato bandiera dopo una vita trascorsa nella sinistra. Dalla casa in campagna nel Lazio, dove vive, racconta fuori dai denti: 'Sono disgustata dalla sinistra e dalla sua corruzione. Mi sono appassionata a Fini, l'unico mai coinvolto, che non ha mai rubato, e anche garbato: pero', adesso sento che si vuole alleare con Berlusconi. E poiche' Berlusconi appartiene al vecchio, nel senso del psi piu' rampante, non lo votero' mai. L'ultima idea e' di parteggiare per i Verdi: ma se confermano di restare nel cartello Progressista, non voto piu' neanche loro'. Sara' dura, la scelta, per Mia Martini. Come fa una che ha sempre votato a sinistra a pensare di mettersi addirittura con Fini? 'Non ho mai fatto politica attiva, pero' mi ricordo che da piccola veniva a casa nostra Nenni, che era amico di mio padre, e io a tre anni mi mettevo dalla finestra a urlare a squarciagola "Avanti popolo alla riscossa". Mio padre, che e' professore di greco antico e dava lezioni in casa, mi veniva a tappare la bocca. Io mica sapevo quel che cantavo, mi piaceva il ritmo'. Che cosa e' successo di tanto grave da farle cambiare idea? 'Una mia amica, Alba Calia, che era direttrice di Televideo, e' stata cacciata, senza stipendio da un giorno all'altro. Era una socialista craxiana e su questo abbiamo sempre litigato, pero' cosa c'entra? Mi pare che adesso il pds stia facendo le stesse cose che faceva Craxi: fanno vita tranquilla Lorenza Foschini del Tg2 e altri come lei che si sono avvicinanati al pds al momento giusto dopo aver fatto carriera con il socialismo rampante. Ma chi non la pensa come loro viene cacciato. E questo e' solo l'ultimo episodio di una catena che ho sopportato a lungo senza fiatare'. Gli esegeti della vita di LOREDANA BERTE' fanno invece risalire la sua conversione a sinistra al dopo Borg e alla fine di un'esperienza apparentemente dorata. Sull'argomento, Mimi' Martini si limita a dire: 'Non mi ricordo che le interessasse la politica, in passato'. Si sa di un'assidua corrispondenza della BERTE' con 'il manifesto': al giornale, ricordano che i suoi fax sono arrivati puntuali ogni giorno per quasi un anno e si sono poi interrotti, bruscamente, tre mesi fa, forse in concomitanza con gli impegni per il prossimo Festival. 'Mandava attestazioni generali di stima: " Siete bravi" - ricorda un redattore - o interveniva nello specifico su articoli e titoli, sempre in positivo. Ma non è mai neanche venuta in redazione, come altri cantanti di sinistra, tipo la Nannini, hanno fatto'. Se con la BERTE' non si puo' parlare, Mimi' Martini e' un torrente in piena. Sulle vicende della sinistra riapre l'album dei ricordi della sua vita non facile, rintraccia i primi campanelli d'allarme che le fecero male: 'Quando la casa discografica Ricordi, nei primi Anni 70, mi fece causa perche' me ne andai, io vendevo milioni di dischi ma non avevo ancora visto una lira d'anticipo. Al processo il pretore mi guardò - lui era un pretore d'assalto e io una star, cantavo all'Olympia all'epoca - e disse piu' o meno: "Io ho i metalmeccanici, non mi posso occupare di voi, che paghi la Martini". Nessuno, da sinistra, pensava che una che cantava potesse esercitare i propri diritti. Persa quella causa, la mia vita e' sempre stata in salita>. Con un filo d'ironia Mimi', la voce piu' bella d'Italia, ricorda anche l'incontro con Ivano Fossati, con il quale ebbe un lungo sodalizio sentimentale e artistico. L'incontro la trattenne nell'area progressista: 'Quando ci mettemmo insieme, misi via i tacchi e mi arrangiai con le calosce, i gonnelloni e il pci. Finche' non arrivo' il craxismo rampante: fu allora che dovetti cominciare a difendermi per non partecipare alle trasmissioni che incensavano il Garofano. E sul Garofano, credo di aver inciampato anche piu' recentemente a Sanremo: nell'89 - alla vigilia di cantare "Gli uomini non cambiano", che tutti pronosticavano vincitrice - la mia casa discografica dell'epoca, la Fonit Cetra consociata Rai, mi propose un contratto secondo il quale dovevo impegnarmi a cantare durante la campagna elettorale di Manca, allora presidente Rai: la firma doveva avvenire prima del Festival. Io rifiutai. Non vinsi il Festival. Non so se le due cose vadano messe in relazione. 'Comunque mi guardi indietro, la sinistra mi ha fregata tutta la vita'.

Marinella Venegoni


08-02-1994

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