Ognuno ha i suoi eroi. Nonostante l'eroina, che mano a mano li distrugge o già lo ha fatto.
Sembra quasi di sentire l'odore del vomito e del patchouli. E quegli occhi, porca puttana. Quelli di una tragedia che non ascolta più l'angoscia, e la sua voce come un requiem che rimbomba di tutta la merda passata sotto i ponti, avvicinandosi prima, poi di nuovo lontano per cadere, un tonfo sordo sull'asfalto dell'animo. E Nico è caduta, e morta, banalissimamente in bici, come non si addice ad una così.
Austera ed inquietante, la musica della trilogia gotica The Marble Index, Desertshore e The End è il parto sofferto di ciò che Nico stessa rappresenta ed in parte è stata.
A Villa Arconati, vicino a Milano, ho ascoltato un mesetto fa Siouxsie, icona del movimento dark ufficiale che segue di una decina d'anni la musica di Nico. Magari in un altro post parlerò di lei e del sue bel concerto. La stessa Siouxsie ha sempre considerato Nico un faro musicale.
Sul tubo, anche nella stessa finestra sopra a fine riproduzione, potete trovare alcune chicche, come la comparsa di Nico ne la Dolce Vita di Fellini, o la stupenda e commovente canzone che le ha dedicato un'altra grande musa del rock: Marianne Faithful (chissà se la avete vista, invecchiata certo ma splendidamente uscita dal tunnel delle dipendenze, in Irina Palm). Song for Nico (qui il testo). E' una canzone bellissima, che ripercorre ad ampie falcate la storia di Nico, con un unico denominatore comune: she is in the shit.
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